Dalla Cornabusa a «Little Eden» la statua della Madonna in Sudafrica

da L'Eco di Bergamo di Domenica 7 maggio 2017

«Come si è felici ai piedi della Madonna! Quanta gente! Ci si sente tutti fratelli! Si prega e canta con slancio commovente. Quell’angolo benedetto della Vall’Imagna! Non chiese, ma una grotta tanto caratteristica. Si è lì inginocchiati, una goccia cade sulle mani, sulla testa, sul libro, da l’impressione che fuori piova, invece c’è il sole».
Era il 1946 quando Domitilla Rota appuntava sul suo diario le emozioni dell’ennesima visita al santuario della Cornabusa, non troppo lontano dalla sua casa
dell’Albenza, frazione di Almenno San Bartolomeo. L’anno dopo, l’8 settembre del 1947, avrebbe sposato Daniel Hyams, il soldato sudafricano con il quale a a
Edenvale nella provincia di Gauteng avrebbe dato vita, nel 1967, a «Little Eden», una struttura per ragazzi con gravi disabilità mentali alla quale nel 1991 si è affiancato a Bapsfontein l’Elvira Rota Village.
Proprio qui, nella chiesetta dell’Elvira Rota Village, la Madonna della Cornabusa alla quale Domitilla – morta a 92 anni nel gennaio 2011, mentre il marito Daniel l’anno successivo – era tanto devota, qui ha «preso casa».
La statuetta della Vergine addolorata della Cornabusa, fedele riproduzione di quella custodita nella grotta di Cepino e alta 50 centimetri, è stata portata a
Bapsfontein da Giuliano Rota Martir, presidente dell’associazione Domitilla Rota Hyams Onlus che l’ha donata al centro, che era accompagnato dal sindaco
di Almenno San Bartolomeo, Gianbattista Brioschi, e dal parroco don Giulivo Facchinetti oltre che da don Gianluca Salvi, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, che con sé aveva una reliquia di San Papa Giovanni XXIII, dono al villaggio del vescovo Francesco Beschi.
La scultura della Pietà è stata accolta il 1° maggio dal cardinale Wilfrid Fox Napier primate del Sudafrica, dall’arcivescovo emerito di Pretoria Daniel Francis e
dal vescovo Graham Rose, presidente della fondazione Little Eden, nel corso di una Messa nella chiesetta dell’Elvira Rota Village, mentre questa mattina sarà collocata a pochi metri dalla tomba di Domitilla e Daniel. La statuetta rappresenta per Little Eden un ritorno alle proprie origini, segno di quella fede in nome della quale la coppia di sposi si è spesa sino alla fine per i più deboli.
La promessa
Fu proprio al santuario della Cornabusa che i due, conosciutisi nel 1943 dopo che il prigioniero sudafricano fuggito dal campo di concentramento della Grumellina aveva trovato accoglienza all’Albenza, si scambiarono la loro promessa d’amore eterno. E lei a guerra conclusa, prima che Daniel ripartisse per il Sudafrica, come pegno del loro fidanzamento gli regalò un souvenir del santuario valdimagnino. Nel 1947 lui tornò all’Albenza per sposarla e, rientrati a Johannesburg, si stabilirono a Edenvale dove vent’anni dopo avrebbero fondato Little Eden, il Piccolo Paradiso dei disabili che continua ad accogliere, grazie
all’omonima associazione, persone con handicap mentali.
Con la benedizione anche del vescovo di Bergamo Francesco Beschi il quale, accompagnando la statuetta della Madonna con la preghiera, ha scritto alla famiglia Hyams e all’associazione: «Domitilla fin dall’infanzia ha venerato questa immagine e credo che proprio da lei, da Maria Addolorata, abbia preso la forza per ridire tante volte nella vita “Eccomi, si faccia la tua volontà”».

Marta Todeschini

Scarica l'articolo in pdf